La terza serata di Sanremo, per molti versi, è sempre stata quella più interessante e questo per una ragione ben precisa; esibendosi nei famosi duetti con altri artisti e riarrangiando il pezzo, spesso i brani musicali che gli spettatori hanno giudicato di un piattume mai visto nelle prime serate, acquisiscono nuovo fulgore.
Così è stato anche per questa edizione del festival; nel panorama a dir poco desertico a livello musicale, ecco spuntare fuori interessanti duetti e arrangiamenti musicali alcuni dei quali assolutamente irresistibili...tanto che viene fuori una domanda spontanea: ma gli artisti presenti non potevano presentare il pezzo fin dall'inizio in questa versione?
Inutile dire che non tutti hanno beneficiato di questo miglioramento, segno incontrovertibile che quando la canzone è brutta è davvero brutta.
Loredana Bertè e IVANA SPAGNA - Come già scritto nel post precedente, un'accoppiata horror che funziona, grazie anche al brano rock copiato. L'arrangiamento non è cambiato rispetto alla seconda serata e la voce di Spagna impreziosisce un pezzo che avrebbe funzionato se fosse rimasto in gara. Una delle migliori anche se fuori gara. VOTO 6
Eugenio Bennato e PIETRA MONTECORVINO - Bennato si accoppia con la 'bestiale' Montecorvino dalla voce ruggente. Il pezzo, che già risaltava nella sua versione originale, in qualche modo decolla anche grazie alle minacce canore della donna. Splendido il sottofondo rappeggiato di un ragazzo corista assoldato dal cantante. VOTO 6 e mezzo
Anna Tatangelo e MICHAEL BOLTON - Lasciando stare inutili disquisizioni e concentrandoci sul pezzo, niente di nuovo per la 'quarantenne' Anna. Il pezzo è lo stesso, banalissimo nei suoi accordi musicali e nel testo. Michael Bolton canta la sua parte in inglese e realizziamo che, a livello di melodia, il brano della Tatangelo è uguale ad altri 3000 che abbiamo già ascoltato nel mondo. VOTO 3
Giò Di Tonno e Lola Ponce con i LOS VIVANCOS - Non c'è stato duetto qui. O, per meglio dire, i due cantanti Disney si sono fermati nel bel mezzo della canzone consentendo a un gruppo di sexy ballerini di flamenco di esibirsi. Poco da dire, il pezzo è lo stesso, tratto da un musical: continuo a pensare che abbia poco senso. Melodia e testi assolutamente essenziali. VOTO 4
Mario Venuti con i DENOVO - Mario Venuti si presenta sul palco dell'Ariston con il suo gruppo originario degli anni '80, i Denovo. Poco cambia, il pezzo è arrangiato nella stessa maniera in cui l'abbiamo sentito nella seconda serata. Ho la netta sensazione che Mario Venuti abbia esagerato con la tonalità del brano e non ce la faccia. Comunque niente di che. Mediocre. VOTO 4 e mezzo
Sergio Cammariere con GAL COSTA - Sicuramente uno dei pezzi che ha brillato di più nella versione 'duetto'. Il Cammariere ha chiamato niente poco di meno che il mito della musica popular brasileira Gal Costa, diva della bossanova. Non sarà certo uno dei pezzi più originali di Sergio, ma già dai primi accordi ci lasciamo trascinare dal calore di questo samba delicato e sensuale. VOTO 7
Amedeo Minghi con GIULIA DE DONNO e STEFANIA CUNEO - Nessun duetto canoro per Minghi che si presenta accompagnato dall'arpista Giulia e pianista Stefania. Il pezzo, anonimo, è lo stesso (forse leggermente rallentato). L'arpa e qualche accordo di piano non riescono a tirarlo su. VOTO 5
Mietta con i NERI PER CASO - Altra artista che ha beneficiato della versione duetto. Cantano a cappella e la canzone acquista un senso. Continuo a pensare che Mietta ha una bellissima voce ed è un pò sprecata per questi poppini esili esili; ma con i Neri per Caso, la cantante si lascia andare a vocalismi blues e il pubblico si diverte. Brava. VOTO 6 e mezzo.
Little Tony con i GIPSY KINGS - Il sound familiare del gruppo accompagna il brano dell'affermato e stagionato cantante che, per l'occasione, è stato completamente rivoluzionato; sembra appunto una canzone dei Gypsy Kings. Carina, simpatica, ma nulla di più. VOTO 5 e mezzo.
I Finley con BELINDA - Il brano rock melodico dei Finley viene corroborato dalla presenza di questa famosissima e giovanissima cantante sudamericana. L'arrangiamento è lo stesso, lei all'inizio stenta a inserirsi nella canzone; poi quando arriva il ritornello, la voce della cantante viene fuori. Nulla di nuovo. Appena sufficiente. 5 e mezzo.
Fabrizio Moro con CURRERI degli STADIO - Ammetto, non è il mio genere. Nè il brano originale del Moro, nè la versione con la voce dello storico cantante degli Stadio. Il brano è sempre lo stesso, lento, strillato, già sentito. Al più sembra una canzone del famoso gruppo emiliano.
VOTO 4
Gianluca Grignani con i NOMADI - Ammiro tantissimo il gruppo dei Nomadi e, come era da aspettarsi, il banalissimo e ascoltabile brano di Grignani si trasforma e migliora diventando un brano country rock dei Nomadi. Poco da aggiungere se non che mi chiedo perchè non abbiamo sentito da subito cantare il famoso gruppo che ogni anno fa concerti in tutta Italia. VOTO 6
L’Aura con il collettivo REZOPHONIC - L'Aura canta sul palco con questo collettivo che include artisti e musicisti provenienti da diversi gruppi italiani, emergenti e non. Il brano non ha cambiato arrangiamento, è molto orecchiabile e non certamente uno dei suoi migliori. La versione duetto poco cambia. VOTO 5.
I Tiromancino con il sax di STEFANO DI BATTISTA - Tiromancino torna e ci ripropone il suo brano dallo spiccato gusto sociale. Il duetto è con il saxofonista Stefano di Battista; ma il pezzo non è quello giusto per far risaltare questo connubio. Per il resto, la canzone è rimasta invariata; tema importante ma canzone latitante. VOTO 5.
Tricarico con il MAGO FORREST - Si presenta sul palco completamente fatto ma suppongo che questo aiuti a calarsi nella dimensione surreale del suo pezzo che non ha subito nessuna variazione. Simpatico l'abbinamento con il Mago Forrest che, dietro il cantante, sembra scorrere come la pellicola di un film muto. Omaggio finale a Steve McQueen. VOTO 5.
Toto Cutugno con ANNALISA MINETTI - E' difficile cercare di rimanere svegli se Toto presenta una canzone banalissima, in una versione duetto ancora più banale e, in più, esibendosi oltre l'una di notte. Tutto quello che immaginate è. VOTO 3.
Frankie Hi-Nrg con SIMONE CRISTICCHI - Il rapper Frankie chiama in suo aiuto l'amico Cristicchi, proponendo il suo rap attraverso una metaforica partita a scacchi sul palco dell'Ariston. Il brano non è stato riarrangiato ma si giova della co-voce di Simone. Simpatico. VOTO 6.
Max Gazzè con PAOLA TURCI e MARINA REI - Il pezzo che ne ha guadagnato di più. Signori, si parte da un ottimo brano del Gazzè; se poi ci aggiungiamo le voci inconfondibile di Paola Turci alla chitarra e Marina Rei alla batteria, il mix è assolutamente esplosivo. Continui cambi di tono, musica intelligente e sofisticata. Da riascoltare ancora. VOTO 8.
Michele Zarrillo con PAOLA E CHIARA - Il problema di questo brano è che è davvero brutto. Non basta il timbro vocale zarrilliano a tirarlo su, tantomeno l'intervento delle sorelle amanti Paola e Chiara in versione simil Madonna. VOTO 4.
Paolo Meneguzzi con TONY HADLEY degli Spandau Ballett - Il poppino adolescenziale straziante del Meneguzzi non subisce alcun cambiamento. Anzi peggiora, dato che lo stonato artista si trova affianco una leggenda del pop anni '80, un simpaticissimo Tony Hadley degli Spandau Ballet che a stonare non ci pensa proprio. Davvero inascoltabile. VOTO 3.
Hrotgar
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