giovedì 10 aprile 2008

Gay nel 2008









Eccovi una serie di bellissimi baci tra gay. Siete affascinati? Bene. Siete turbati?
Parliamone insieme.

Gay
Già la parola fa tremare le fondamenta del pianeta. GAYYYYY!!!

Questo insieme di tre lettere crea imbarazzo in alcuni e se esce fuori nell'ambito di un discorso tra amici e non, altri sono sulla difensiva badando bene a misurare le parole. Ci sono persone poi che non ne parlano proprio, come se l'evitare anche di pronunciarla mette al sicuro da qualsiasi 'contaminazione'. I più considerano la cosa come un fenomeno da baraccone, tanto per farsi quattro risate. Bene, vediamo alcune semplici regole per vivere questa situazione, sia che lo siate, sia che non lo siate.

1) Prendete uno specchio, guardatevi dentro e dite....GAY.
Vi chiederete il perchè di questa sorta di autotraining. Il motivo è che anche soltanto il pronunciare questa parola può creare una sensazione di disturbo in qualcuno. Bene, ci siamo: esercizio numero 1. Guardarsi allo specchio e dire....GAY. Non una ma due, tre, anche quattro volte. Abituarsi alla fonetica di questa piccola parola potrebbe sul serio aiutarvi. Quando siete soddisfatti, passate ad una parola più difficile, che al solo sentirla pare di essere ad un congresso di medicina in cui si discute di gravi patologie. Guardatevi allo specchio e dite....OMOSESSUALE. Poi ancora ETEROSESSUALE e di nuovo OMOSESSUALE. Fin quando avvertirete una diversa vibrazione in voi stessi al proferire queste due parole, vuol dire che l'esercizio non è ancora superato e avete anocra qualche remora. Quando raggiungerete una perfetta indifferenza interiore, allora possiamo passare all'esercizio numero 2.

2) Sempre davanti allo specchio, pronunciate questa semplicissima equazione matematica: GAY= UOMO. E' pur vero che molti sedicenti uomini non sono davvero uomini nel senso generale del termine (intendo che sono senza coraggio o bastardi). Quando l'equazione vi è chiara e non vi turba, passiamo oltre.

3) GAY=ETERO. Altra chiarissima regola matematica che ai più è sconosciuta; nel senso che parliamo solo di una preferenza sessuale, niente di più. Quindi, quando si incontra qualcuno, lo si apprezza e lo si stima senza voler per forza sapere se quel qualcuno sia gay o etero. Chi se ne frega con chi va a letto? Fatti suoi, privati; se poi ve li racconta siete sicuri di avere la sua massima fiducia, senza alcun turbamento interiore dato che avete superato i primi due esercizi.

4) Accendete la televisione e osservate bene gli esempi di gay famosi che affollano i programmi. Cominciate a fare distinzioni chiare tra gay e lesbiche, dopodichè tra gay e travestiti e ancora tra gay e transessuali; sono tutte situazioni differenti tra loro.
Riguardo al fenomeno del travestitismo, in alcuni posti si tratta un lavoro, nulla di più; tuttavia ci sono molti travestiti che sono anche gay.
Tornando alla televisione, osservate alcuni personaggi. Esistono diverse tipologie di gay e di etero. Così come c'è l'etero buffone esibizionista (che però è all'ordine del giorno e non fa notizia), nello stesso modo c'è il gay saccente e fenomeno da baraccone. Ebbene dite a voi stessi: IL MONDO E' VARIO E QUESTI DIVI NON RAPPRESENTANO ALCUN PROTOTIPO GAY. Spesso la preferenza sessuale si vive nel privato, senza inutili e ridicoli esibizionismi. Passiamo oltre.

5) Se siete arrivati al punto 5, ora dovrebbe esservi chiaro che GAY=ETERO e la parola SESSO si può dire, senza offendere nessuno. Anzi lo dobbiamo urlare al mondo. SESSO. E' una cosa bella, in tutte le sue forme. Senza alcun tabù. Veniamo ora allora all'esercizio in questione. GAY non c'entra nulla con PUNIZIONE. Quindi l'essere GAY non comporta che si venga puniti da qualche serie di divinità che non hanno altro che fare che andare a caccia di omosessuali. E questo comporta che il sesso tra due uomini e due donne è la stessa cosa del sesso tra uomo e donna. E ancora, di conseguenza, che gli eventuali rischi sono gli stessi. Amore omosessuale non significa arrivo di malattie. Quelle ci sono dappertutto, anche tra gli eterosessuali; basta sempre usare la precauzione quando dovuta, sia in amore omo che in amore etero.

6) Se ne deve parlare ma fino ad un certo punto; il tutto rientra tutto nella vita quotidiana. Diffidate quindi da persone che ne parlano spesso, sottolineando spesso la loro 'tolleranza'. Sono i primi a essere insicuri sull'argomento. E poi non usate mai il termine 'tolleranza' o 'accettazione' quando si parla di qualcosa di diverso. Tolleranza significa spesso che tollerate qualcosa anche se non la capite e non volete capirla. E questo non vale solo per l'argomento 'gay' ma per tutte le diversità.

A presto con il proseguio dell'argomento; nel prossimo appuntamento cercherò di tracciarvi una piccola e simpatica parentesi storica sull'amore gay.

Hrotgar

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