domenica 2 marzo 2008

Il wrestling come la politica italiana

13 Aprile, data dell'Armageddon della politica italiana. Come in un pay per view di Sky relativo agli incontri di wrestling, i politici e i loro partiti già da tempo ci stano trinciando le palle mentre affilano i loro coltelli e si scannano tra di loro.
Già da tempo è scattata la par condicio, nessuno osa più dire una parola ma soltanto accennare un barlume di satira, tanto per sdrammatizzare in questo desolante panorama che è la politica italiana. C'è grande confusione, grande scoramento e la consapevolezza che siano soltanto parole, tante uguali parole fini a se stesse. Perchè dunque non cercare di fare un bel pò di sana ironia sull'argomento?
Cominciando con le tante contraddizioni insite nei discorsi di questi vecchi e obsoleti signori che cercano in continuazione di imbonire i loro poco stimabili avversari politici, per non parlare dei cittadini.
Frasi come "In Italia c'è grande frammentazione politica" o "Dobbiamo ridurre il numero dei partiti e dei parlamentari alle Camere". Belle parole, sacrosanta intenzione; peccato che le divisioni rimangono, la governabilità di questo Paese è in continuo rischio (anche a causa di una legge elettorale che a detta degli stessi fautori è una merda) e i partiti aumentano (con nomi sempre più ridicoli).
C'è il PD e il PDL, c'è la lega nord, la destra, la cosa bianca, la cosa rossa, la cosina beije, la sinistra arcobaleno, i socialisti, i radicali, il partito comunista dei lavoratori...
Tutto appare in uno scenario sconcertante come un incredibile incontro di wrestling; come nel grande show americano Rick Flair prima era alleato con Randy Orton e Triple HHH, poi si è staccato diventando buono e appoggiando i buoni, così nella politica italiana si fa e si disfà in fretta, alleanze di ferro cadono nel dimenticatoio e si passa con facilità estrema da una parte all'altra senza alcun ritegno: molti gli esempi, fra tutti il grande traffichino di questo periodo, Clemente Mastella, che cambia direzione là dove lo porta il vento e la pagnotta.
E noi? Ci pappiamo inutili e menzogneri discorsi sulla lealtà, sulla coerenza, sul fatto che bisogna pensare agli italiani; intanto, senza vergogna alcuna, agiscono focalizzandosi sulle loro necessità e immaginando che tutti noi siamo un branco di coglioni imbecilli incapaci di distinguere una persona onesta o un imbroglione. A casa devono andare, tutti quanti.
Frasi come "Noi ereditiamo la situazione del Paese come ce l'ha consegnata il precedente governo"; solo questo sono capaci di dire e noi ci sorbiamo questa solfa ogni cambio della guardia il Paese subisce. E ancora "Abbasseremo le tasse, faremo questo, ridurremo quello", sono parole che ormai sentiamo da anni, da sinistra e da destra, niente di nuovo.
La parola 'nuovo' va particolarmente di moda in questa campagna elettorale; i vari schieramenti ci dicono, tutti, nessuno escluso "Noi siamo il nuovo. Votate per il nuovo": dunque vediamo....Berlusconi e il suo entourage sono nuovi? Non mi pare, hanno governato per ben 5 anni, magari con tasse più basse di quelle di adesso ma con una spesa pubblica tale che il debito dello Stato ha sfiorato un record assoluto. D'altro canto neanche Veltroni può definirsi esattamente nuovo, nonostante stia cercando di svecchiare la sua formazione politica. Sono tutti vecchi politicamente, persone che non rispecchiano assolutamente quelle che sono le esigenze reali di questo Stato.
Non parliamo poi della religione. La Costituzione dice che l'Italia è uno stato laico e aconfessionale. In pratica da noi e solo da noi ancora si fanno differenze tra cattolici e laici all'interno dei vari partiti politici, la conferenza episcopale italiana pretende di manovrare le scelte del Parlamento e del Governo e noi subiamo tutto questo. Non in nome della religione vengono compiute certe scelte ma per puro tornaconto personale e politico, per mantenere una costante ignoranza nella gente, una crescente paura e un deciso allarmismo e tutto per accalappiare voti di una fascia della popolazione che preferisce non mettere il naso fuori da casa propria; quando si parla di famiglia opposta ai diritti gay, quando si parla di abolire l'aborto, quando si parla di educazione dei figli....e da chi vengono queste prediche? Da persone divorziate, separate, a volte anche indagate penalmente e senza figli. Ma vogliamo scherzare?
"I redditi sono bassi e dobbiamo redistribuire ricchezza": lo sentiamo da anni.
"Il lavoro non c'è, dobbiamo tutelare i giovani": questi sconosciuti.
"Non è possibile che rumeni violentino una donna italiana. Chiudiamo le porte agli immigrati": come se le violenze perpetrate da italiani non siano frequenti e non siano così gravi.
"La famiglia deve essere tutelata. Facciamo un Family Day": come se fosse una lotta sociale etero/gay.
L'Italia è questa. Tante parole. Parole parole e parole....che purtroppo il più delle volte, vanno a segno.
Sveglia!
Mentre leggete questo post, eccovi l'omaggio di una famosissima cantante italiana, omaggio il cui titolo è in qualche modo attinente all'argomento.

Nessun commento: